the jigsaw classrooms cooperative learning technique

Overview of the Technique The jigsaw classroom is a cooperative learning technique with a three-decade track record of successfully reducing racial conflict and increasing positive educational outcomes. Just as in a jigsaw puzzle, each piece–each student’s part–is essential for the completion and full understanding of the final product. If each student’s part is essential, then each student is essential; and … Continua a leggere

Insegnare la seconda lingua: questione di intelligenze? Come strutturare una classe alla luce degli insegnamenti di Howard Gardner e di Maria Montessori di Maria Gabriella Cinquetti

ABSTRACT  Ha scritto Maria Montessori che l’obiettivo principale di un insegnante (Montessori 1934): … “è lo studio delle condizioni necessarie per lo sviluppo delle attività spontanee dell’individuo, è l’arte di suscitare gioia ed entusiasmo per il lavoro. L’interesse che spinge ad una spontanea attività è la vera chiave psicologica” dell’educazione. (…) Colui il quale nell’educare cerca di suscitare un interesse … Continua a leggere

ita L2 – percorso 1: il TPR

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A SCUOLA: GIOCARE, COSTRUIRE, FARE PER…IMPARARE L’ITALIANO CON IL METODO TPR
A cura di A. Mastromarco, 2010

Strumento di lavoro che permette di aiutare i bambini non italofoni a “capire” l’italiano e a partecipare, anche senza parlare, alle attività in classe.

 

intro all’articolo…

A. Mastromarco, A scuola: giocare, costruire, fare per … imparare l’italiano con il metodo TPR!

A scuola: giocare, costruire, fare per … … imparare l’italiano con il metodo TPR !

Che cos’è?

• È una raccolta di espressioni, comandi, organizzati in quattro sezioni (TPR in classe, Giocare, Costruire, Fare) che descrivono e propongono in italiano, le attività svolte a scuola e gli eventi della vita quotidiana vissuti da un bambino. Sono le prime parole con cui vengono in contatto gli alunni stranieri neoarrivati, i termini necessari per orientarsi nel nuovo contesto.

Quando?

  • È uno strumento di lavoro, da utilizzare sin dai primi giorni, che permette di aiutare i bambini non italofoni a “capire” l’italiano e a partecipare, anche senza parlare, alle attività della classe in cui sono inseriti.
  • Nei primi giorni di inserimento, alcune lezioni TPR possono essere tradotte nella lingua madre del nuovo alunno e costituire un “Pronto soccorso linguistico” a cui ricorrere nei momenti di difficoltà.

    Chi?

  • È destinato a tutti i docenti specialisti che lavorano con gli alunni stranieri, ma anche agli insegnanti di classe che, in alcuni momenti della giornata, possono fare in modo più sistematico quello che fanno già naturalmente: comunicare con il nuovo alunno facendo attenzione alla comprensione. È anche un percorso per “spiegare” la nuova scuola, le sue regole, i comportamenti da tenere e quelli da evitare …
  • I comandi sono stati selezionati, sperimentati e verificati nella pratica didattica da un gruppo di lavoro composto da insegnanti delle scuole fiorentine e dei Centri di Alfabetizzazione in L2 del Comune di Firenze che nel 2002 hanno partecipato al corso di formazione “Giocare, costruire, fare per …”
  • Il materiale, predisposto in particolare per i bambini stranieri neoarrivati della fascia d’età della scuola elementare, è stato sperimentato con successo anche con ragazzi della scuola media. Unica avvertenza: gli alunni più grandi sono meno abituati a “giocare” mentre imparano e all’inizio potrebbero avere qualche resistenza. In generale bisogna tenere presente la precedente esperienza scolastica e le modalità di relazione tra adulti e bambini in uso nei vari paesi di provenienza.

    Dove?

• Il TPR si può usare dovunque: in classe, in cortile, in palestra, nei laboratori di italiano L2 ecc. In realtà, a seconda dei comandi, tutti gli ambienti sono possibili aule TPR purché ci sia lo spazio per muoversi e soprattutto se ne programmi l’utilizzo.

Come?

  • Dopo una dettagliata presentazione del metodo Total Physical Response, il testo fornisce indicazioni di lavoro specifiche per ognuna delle sezioni trattate.
  • All’interno di ogni sezione vengono presentati, unità per unità, l’elenco dei comandi e delle ricombinazioni, il lessico e infine le schede di lavoro illustrate, per mantenere distinte le due fasi: la fase di ascolto-comprensione-esecuzione del comando da quella successiva di rinforzo-rielaborazione.

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A. Mastromarco, A scuola: giocare, costruire, fare per … imparare l’italiano con il metodo TPR!

Le immagini non vanno usate per introdurre nuovi comandi o per facilitarne la comprensione. L’alunno non “guarda ed esegue” , ma “ascolta, comprende ed esegue” il comando verbale espresso dall’insegnante o dai compagni.
Le immagini sono solo uno strumento aggiuntivo per aiutare gli alunni a ricordare, rivedere, ricombinare contenuti che sono stati già introdotti attraverso i movimenti del corpo.

• Nell’ultima sezione Riflettere sulla lingua e arricchire il lessico sono presenti alcune proposte di riflessione linguistica limitate all’uso del TPR (la trasformazione dei comandi in azioni alla prima persona, la forma plurale e negativa dell’imperativo ecc.). Anche queste attività vengono presentate solo dopo aver esercitato la comprensione attraverso la risposta fisica. Ricordate il principio: “Se ascolto dimentico, se faccio capisco…” .

http://www.centrocome.it/index.php?page=138+IT+gph